“L’incontro con Ruben: pensieri invisibili”

A diposizione per il download la pubblicazione “L’incontro con Ruben: pensieri invisibili“.

Lo scritto è stato realizzato dai volontari del Ristorante Solidale Ruben, in occasione della celebrazione dei 50 anni del gruppo Pellegrini. Si tratta di un omaggio dei volontari per la Famiglia Pellegrini ad un anno dall’avvio di Ruben, progetto pensato, desiderato e messo in opera per il sostegno delle tante persone che stanno attraversando un momento di difficoltà. Attraverso questi cinque pensieri sono state rappresentate le tante storie e i moltissimi incontri umani che quest’esperienza ha generato.

Buona lettura.

Poesia di una Commensale

Una coda che in molti vorrebbero fare. Una coda come inizio; non vede la fine

Gente lontana, gente disusa

Si ripercorre nel fiato di una vicinanza

si osserva, si riusa

Un primo sguardo la fa smemorata dei guai

un secondo sguardo la avvicina all’umano

un terzo sguardo la accosta al cibo.

Nell’attesa di un turno non c’è insofferenza

e nessun preclude per l’altro la giusta accoglienza

Linea scura si snoda,

il nascosto è verace

volontà di una moda

di un gestire della vita a cui ognuno si fa capace.

“Macchiaioli” macchiati

i bambini “acchiappati” di fellina memoria

riproponsi la storia.

Paroline, pochette, ma il volerle è presente.

Situazione veloce

dell’incontro fugace

che il poterla ripeter, questo pure da Pace.

(Maddalena Rambelli)

Testimonianza: Marina (volontaria)

Ruben non è solo cibo, ma è anche e soprattutto luogo di incontro, nel senso più profondo del termine.

Persone, uomini, donne, famiglie, bambini, ognuno con la propria storia e il proprio pezzetto di vita, capaci di creare un’esperienza di condivisione reale.

E’ qualcosa che si respira, che si legge nel sorriso di un bambino o nello sguardo incerto di una persona anziana che si fida di te.

Come volontaria, ho avuto l’opportunità di sperimentare personalmente che quando pensiamo di essere noi a “dare” qualcosa agli altri, in realtà quello che riceviamo in cambio è infinitamente di più.

In questo senso Ruben rappresenta perfettamente ciò che il cibo è e dovrebbe essere, dal mio punto di vista: condivisione, innanzitutto.

Marina (volontaria)

Alessandra (volontaria)

Ho avuto la fortuna di iniziare come volontaria sin dall’inizio quindi di poter assistere alla nascita di Ruben e di vederne i primi passi e ora man mano vederlo crescere. Mi aveva colpito questo progetto che avesse a cuore quella fascia della popolazione più colpita dalla crisi che è la famiglia. Famiglie con bambini e molto spesso monoreddito che rimangono senza l’unica fonte di mantenimento e si trovano smarrite e soprattutto senza speranza. Vedere queste famiglie le prime sere spaesate in questo locale luminoso e dove noi volontari cerchiamo di dare un aiuto pur minimo attraverso una indicazione, una parola un sorriso, vederle che man mano si sentono a loro agio e vederle comunicare con altre ai tavoli. In pochi mesi si sta trasformando in una grande famiglia e sono contenta di farne parte.

Alessandra (volontaria)

Enrico (ex volontario, ora dipendente della Fondazione)

Tutto è iniziato nel Settembre del 2011, quando per la prima volta sono salito sul Podbrdo (il monte delle Apparizioni di Medjugorje, Bosnia Erzegovina), dove la mia vita è cambiata, rifiorita.
Da quel momento ho iniziato a liberami dagli idoli e dalle cattive abitudini che mi stavano incatenando, e ho riconsiderato tutta la mia vita sulla base dei messaggi che da 34 anni la Regina della Pace consegna al mondo.
Ne ho derivato, tra le altre cose, la consapevolezza che il “sistema” in cui ero inserito, la multinazionale in cui lavoravo, la logica del profitto, dell’immagine e della carriera a tutti i costi non facevano per me.
Poi a Luglio del 2014 ho avuto l’occasione di uscire definitivamente dal “sistema”, e l’ho colta senza esitazioni, con il desideri o di trovare un lavoro che mi permettesse di fare del bene agli altri, in armonia con i miei ideali.
Sono venuto quindi a conoscenza della Fondazione Pellegrini e del suo progetto Ruben, in cui ho iniziato a prestare servizio come volontario dal mese di Ottobre.
L’incontro con Gianluigi Ghezzi, Davide Lo Castro e Christian Uccellatore ha rivelato subito che questo era una ambiente in cui avrei “guadagnato” molto, così decisi di investire il mio tempo dedicandomici il più possibile.
L’esperienza era entusiasmante, perché finalmente potevo mettere me stesso a 360 gradi nell’impegno verso chi si trova in difficoltà.
Così, quando poi mi è stato proposto di trasformare il mio impegno di volontario in un lavoro vero e proprio, ho accettato con entusiasmo.
Adesso quando qualcuno mi chiede che lavoro faccio, rispondo con orgoglio:
Lavoro a Ruben.

Enrico – ex volontario dipendente della Fondazione

Alessandra (volontaria)

L’opportunità che mi è stata concessa di diventare volontaria Ruben mi ha dato la possibilità di conoscere persone che dignitosamente cercano di affrontare con le proprie famiglie situazioni ed imprevisti che ciascuno di noi potrebbe all’improvviso incontrare sulla propria strada.
Si respira un’atmosfera cordiale ed amichevole sia tra i commensali che i volontari ed ogni sera è un punto di riferimento e ritrovo dove si formano gruppi ed amicizie.
L a nostra speranza e desiderio è che ciascuno di loro possa rivalutarsi e dignitosamente reinserirsi in una società difficile e troppo selettiva.
Noi ci proviamo con entusiasmo e soprattutto un gran cuore!!!!

Alessandra (volontaria)

Roberto (volontario)

Ho sempre sostenuto la solidarietà con “donazioni”. L’esperienza che sto attraversando come volontario a Ruben va oltre, in quanto aggiunge un “valore umano” che non avevo mai trovato nelle forme di partecipazione economica.
L’ambiente è accogliente, i volontari che ho incontrato sono persone aperte al dialogo e socievoli sia tra loro che con i commensali. Quella che sto vivendo è un’esperienza che consiglio a tutti per un arricchimento interiore e culturale.

Roberto – volontario

Daniela (volontaria)

Una cosa certa è che non solo si dà ma si riceve.
Ho iniziato con un sorriso da donare invece mi sono resa conto che qui ci si scambiano i sorrisi. E’ un ambiente familiare, un ambiente di amici.
Ovviamente questo si è creato con il tempo, ma senza nessuna fatica, tutto è stato spontaneo.
Grazie a questa iniziativa si è creato, per molte famiglie, un luogo dove poter cenare con serenità, i problemi non si risolvono ma a volte basta un pochino di serenità per poterli affrontare con più forza.

Daniela (volontaria)

Manuela (volontaria)

Sono volontaria dal primo giorno di apertura del ristorante. Nella mia vita ho sempre svolto attività di volontario, iniziando all’età di 15 anni, dal Don Gnocchi con persone disabili al Triulzio dove seguivo i malati terminali. Sono sempre stata del parere che non bisogna riempirsi la bocca con “faccio il volontario” ma “muovere le mani”, cercare di dare il più possibile in tutte le occasioni, consapevole che a volte purtroppo non accade.
Il lato positivo e più importante dell’esperienza a Ruben è che le persone che vengono a cenare sono meravigliose, sorridenti, basta un sorriso e ti restituiscono un “caloroso” sorriso, sono tutti molto contenti di questa opportunità, anche quelli che purtroppo abitano molto lontano. Adoro andare fra i tavoli e chiacchierare.
Ringrazio personalmente con tutto il cuore la famiglia Pellegrini, mi auguro che il Vostro impegno sia contagioso.

Manuela (volontaria)

Testimonianza: Don Roberto Davanzo

Le persone che chiedono aiuto ai Centri di Ascolto Caritas sono in costante aumento e, sempre più spesso, hanno il volto di uomini e donne che fino a qualche anno fa non avremmo considerato a rischio di impoverimento. Uomini e donne che, attraverso un lavoro ed uno stipendio, vivevano una vita “normale”. Italiani e stranieri, qualificati e non, single e capi famiglia, che in questi ultimi cinque anni, soprattutto a causa di una crisi economica ed occupazionale di dimensioni epocali e strutturali, hanno perso il lavoro e con un reddito insufficiente o mancante rischiano anche di perdere la casa. Per sopravvivere si sono trovati costretti a chiedere aiuto, sperando. Persone e famiglie che, in un tempo abbastanza breve, rischiano di scivolare nella spirale della povertà e di non riuscire più a risalire e a rimettersi in piedi da sole.

Dal 2007 al 2012 sono aumentate di 12 punti percentuali le persone che chiedono ai Centri di Ascolto Caritas un aiuto sotto forma di beni alimentari. Nel solo 2012 sono aumentati del 4%.

A questa crescente domanda di aiuto gli operatori delle Caritas locali cercano di dare una risposta concreta, sperimentando forme di recupero e ridistribuzione degli alimenti innovative e sempre più rispettose della dignità delle persone, nella consapevolezza che l’aiuto alimentare da solo non basta, ma convinti del valore simbolico del “dare da mangiare”. Il cibo non è mai solo strumento per nutrire il corpo, ma occasione per entrare in relazione, per condividere.

Nello spirito del progetto del Ristorante Ruben, promosso dalla Fondazione Ernesto Pellegrini, ci sembra di cogliere questa stessa attenzione al volto della povertà di oggi e questo stesso stretto legame fra il mangiare e lo stare insieme. Una mensa diversa dalle altre presenti in citta. Perché collocata in una periferia e destinata, prima di tutto, alle persone in difficoltà che abitano quel territorio. Diversa perché aperta alle famiglie. Diversa perché si può scegliere cosa mangiare e contribuire simbolicamente a pagare il proprio pasto. Diversa perché si propone come luogo di incontro fra persone che stanno vivendo uno stesso temporaneo momento di difficoltà.

Ma non solo per queste ragioni ci sembra importante collaborare.

Facilitare l’incontro fra chi ha un bisogno e chi ha le idee e le risorse per rispondere a quel bisogno fa parte della vocazione di Caritas. Mettere in rete quanti sentono la responsabilità di prendersi cura dell’altro e di contribuire a costruire una città più solidale fa parte del compito che la Chiesa ha affidato alla Caritas.

Soprattutto per queste ragioni ci sentiamo di sostenere il progetto.

Don Roberto Davanzo

Direttore Caritas Ambrosiana